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Installazione di SuSE IA-64 su macchine con processore
ITANIUM
Intel ha rilasciato il nuovo processore ITANIUM, un
processore a 64 bit dedicato a server e workstation con alte prestazioni.
Le frequenze variano da 733Mhz a 800Mhz, sono dotati di 2Mb di cache
e sfruttano i canali PCI a 64 bit per interagire con la memoria e i
dispositivi. Con l’introduzione del nuovo processore si è resa necessaria
anche l’introduzione di un nuovo sistema per effettuare il caricamento
dei sistemi operativi installati sulle macchine con questo processore,
chiamato EFI (Extensible Firmware Interface).
La EFI è nata come evoluzione delle attuali
BIOS dei computer, garantendo:
Maggiore flessibilità
Maggiore scalabilità
Maggiore sicurezza
Essa infatti si inserisce tra il sistema operativo e la BIOS del computer,
creando un ulteriore strato di suddivisione tra hardware e software, senza
impedire al sistema operativo di leggere i dati di cui necessita direttamente
dalla BIOS.
La sua natura estensibile garantisce la compatibilità anche per
il futuro, otendosi facilmente adattare allevoluzione dellhardware.
La EFI è costituita da una eprom che consente di gestire il menù
di caricamento dei sistemi operativi installati, essa è dotata
di un piccolo sistema operativo e di una shell corredata di alcuni comandi
che permettono di interagire con le partizioni dei dischi rigidi ed il
loro contenuto.
I comandi della shell sono stati ripresi sia dal sistema operativo dos,
sia dal sistema operativo unix, creando uno strano mix che costringe loperatore
ad avere delle conoscenze base di entrambi i sistemi citati, o ad acquisire
la conoscenza dei comandi di cui non conosce la funzione.
La EFI riconosce solo le partizioni di tipo dos, quindi con filesystem
fat16 o fat32 (detto anche vfat), questo impone che il reale boot loader
del sistema operativo venga installato su una partizione di questo tipo,
per poterne gestire successivamente il caricamento attraverso la EFI Shell.
Per maggiori informazioni sulla EFI visitate il sito http://www.linuxfactory.it/
o http://www.intel.com/
Nel caso specifico di linux per la partizione
utilizzata per la directory /boot, dove sono contenuti tutti i file inerenti
al boot del sistema, bisogna creare un filesystem di tipo dos. Considerando
che alcuni file hanno dei nomi più lunghi di 8 caratteri o hanno
una estensione più lunga di 3 caratteri (es. elilo.conf o vmlinuz.suse),
il filesystem prescelto è fat32 (vfat). Questa scelta permette
di rendere la partizione di boot visibile alla EFI e salvaguarda il funzionamento
di
elilo rispettando la lunghezza dei nomi dei file.
Il resto delle partizioni e la scelta del filesystem da utilizzare rimane
invariato rispetto ad una normale installazione, quindi potremo usare
liberamente ext2 o reiserfs per la partizione root.
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