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La tecnologia Bluetooth nasce da
un consorzio di aziende di telecomunicazioni ed elettronica
che si sono prefisse come scopo l'interazione e il collegamento
tra i vari apparati in maniera veloce, semplice e affidabile.
La presenza di nomi del calibro di Ibm, Toshiba, Intel, Nokia,
Ericsson, 3Com la dice lunga sulla prospettiva e sulla probabilità
che questo sistema di comunicazione sarà presto comune
in un'infinità di applicazioni.
Si possono già immaginare, per esempio, alberghi Bluetooth
compatibili che comunicano con il nostro cellulare per la gestione
della nostra permanenza o stazioni ferroviarie o metropolitane
che permettano l'acquisto automatico del biglietto. In ambito
informatico si può immaginare la sincronizzazione tra
dispositivi semplicemente entrando in casa o in ufficio: il
nostro PDA comunicherà e si sincronizzerà automaticamente
con il pc sulla scrivania, facendoci dimenticare crandle o problemi
di connessioni infrarossi.
UNA TECNOLOGIA A "MANI LIBERE"
Bluetooth è una tecnologia basata sulla trasmissione
radio del segnale, questo sistema permette la maggiore libertà:
per poter comunicare tra di loro è infatti sufficiente
che le periferiche siano nel raggio di 10 - 15 metri. Si pensi
per esempio alla possibilità di poter sincronizzare il
proprio palmare con il cellulare senza toglierlo dalla valigetta
o dalla tasca oppure alla possibilità di stampare con
una stampante nella stanza accanto o addirittura, come abbiamo
provato, al piano superiore senza posare alcun cavo.
La tecnologia a infrarossi IRDA fino a ora disponibile permette
in linea teorica un certo vantaggio rispetto Bluetooth (ovvero
una velocità di 4 Mbps contro 1) ma ha la necessità
che le periferiche siano molto vicine e allineate; altro difetto
è che le prestazioni possono essere influenzate da fattori
ambientali come la luce.
Bluetooth utilizza canali di trasmissione posizionati nella
frequenza di 2,4 GHz; questo significa l'emissione in una banda
radio generalmente libera per usare la quale non è necessario
disporre di particolari concessioni. Inoltre, con piccoli aggiustamenti
sui canali di trasmissione, si possono soddisfare i requisiti
di legge di quasi tutti i paesi. Il quasi è d'obbligo
poiché, per esempio in Francia, queste frequenze sono
normalmente utilizzate dall'esercito e quindi spesso non impiegabili.
Per quanto riguarda il pericolo elettrosmog, visto che si tratta
di una tecnologia che è e sarà presente su oggetti
che sono anche a stretto contatto con il corpo come cellulari
auricolari, palmari, orologi, va specificato che il loro sviluppo
è pensato per coprire piccole distanze (non più
di 7 - 10 metri) e quindi non vengono impiegate grandi potenze
di trasmissione (si parla di pochi milliwatt o di un'emissione
pressoché pari a 0 dBm) tanto che, secondo le conoscenze
attuali, non rappresentano un fattore di rischio.
DOPO L'INSTALLAZIONE SI SONO "TROVATE"
Le schede AnyCom provate, LSE041, fabbricate dalla svedese Wireless
Solution, possono essere inserite in qualsiasi computer portatile
dotato di lettori PCMCIA. Appena inserite vengono rilevate come
periferiche aggiuntive e quindi non rimane altro che installare
i driver presenti sul cd in dotazione.
Il software fornito permette di effettuare le operazioni standard
previste dallo standard 1.0b, che comprendono funzionalità
di collegamento base alla velocità di 460 Kbps e discovery
automatico di altri prodotti Bluetooth nel raggio d'azione,
per esempio PDA o cellulari. Importante sottolineare che è
prevista la possibilità di aggiornare periodicamente
il firmware: essendo una tecnologia ancora molto giovane, le
revisioni dello standard sono molto frequenti e avere un prodotto
non aggiornabile risulterebbe sicuramente molto penalizzante.
Proprio mentre scriviamo, per esempio, é imminente il
rilascio della versione 1.1. Una volta installate le schede
su due pc portatili si sono subito "trovate" e identificate,
permettendo immediatamente uno scambio di informazioni. La trasmissione
non è il massimo per quanto riguarda le prestazioni:
la velocità non supera mai 1 Mbps contro i 4 di una IRDA
ma la praticità di utilizzo è incredibilmente
più elevata. Attualmente non è prevista la vera
e propria condivisione in rete ma solo comunicazioni punto punto.
In queste situazioni risulta ancora vincente la soluzione wireless
802.b11, che, oltre a riuscire a trasportare i normali protocolli
di rete come il TCP/IP, permette di raggiungere velocità
fino agli 11 Mbps che però é molto penalizzata
dal punto di vista legale: chi utilizza tali reti deve pagare
una concessione annua di 500 mila lire più 50 mila lire
per ogni apparato.
LA STAMPANTE È SERVITA
Nella soluzione provata avevamo a disposizione anche il
modulo LSE019 che permette di trasformare una qualsiasi stampante
in un dispositivo senza fili. Questo modulo è sviluppato
con tecnologia proprietaria ed è quindi necessario il
software fornito a corredo per poterlo sfruttare; inoltre, visto
che viene installato sulla porta Centronics, non è in
grado di sfruttare l'alimentazione elettrica e necessita quindi
di un piccolo alimentatore esterno. Grazie al software installato,
le schede Pc-card "sentono" immediatamente se la stampante
è nel raggio d'azione ed è quindi possibile usarla.
Se per caso durante una stampa ci si muove, uscendo dal raggio
d'azione, la stampa s'interrompe per comunque riprendere correttamente
non appena si rientra nella portata della ricetrasmittente.
Questo però può generare problemi se esistono
più notebook che cercano di utilizzare la stampante contemporaneamente
creando a volte qualche errore.
L'utilizzo tipico è quello del piccolo studio di professionisti
dotati di computer portatili che si muovono spesso scambiandosi
file sui quali lavorare e in ufficio hanno bisogno di avere
a disposizione una stampante senza troppi problemi di connessione.
Un ultima nota riguarda la sicurezza delle trasmissioni, argomento
importante visto che si parla di dispositivi in grado di "irradiare"
in ogni direzione e insensibili agli ostacoli.
Lo standard Bluetooth comprende la modalità per identificare
univocamente ogni apparato e quindi gestire la comunicazione
in modo criptato.
Questo risulta molto importante nell'uso condiviso: un esempio
chiarificatore può essere quello degli auricolari: ognuno
deve essere in grado di riconoscere il "proprio" telefono
senza disturbare o essere disturbato se altri dispositivi similari
entrano nel raggio d'azione, si pensi fra qualche tempo a una
autovettura con quattro persone a bordo dotate di cellulari,
auricolari e PDA Bluetooth.
A cura di SILVANO BALDO
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