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Provare Linux per crederci davvero
Settembre 2002
Mandrake Linux Sco Open Linux
Red Hat Linux SuSe Linux
Linux si sta imponendo come sistema operativo alternativo a Microsoft Windows e, in alcuni ambiti, anche al fratello maggiore Unix. Con l’ottica della sostituzione del sistema operativo, quindi, It Labs ha preso in mano quattro delle principali distribuzioni commerciali di Linux (ne sono disponibili, via Internet, anche altre, ma spesso queste sono destinate al mondo universitario e della ricerca).
Valutando le distribuzioni, in particolare, ci siamo soffermati sulla procedura d’installazione che spesso è stata indicata come deficitaria dal punto di vista ergonomico e quindi troppo ostica per l’utente comune. Le quattro distribuzioni, firmate Caldera, Mandrake, Red Hat e SuSe, hanno decisamente migliorato i propri sistemi d’installazione.

Le distribuzioni sono evolute

Ognuna propone una soluzione proprietaria, ma i passi da seguire e il risultato finale sono simili in tutte. Migliorie, rispetto alle versioni provate lo scorso anno, sono state apportate alla fase di gestione del disco fisso: le partizioni possono essere create in modo “automatico” o manuale (opzione per utenti esperti). Da non sottovalutare, poi, il riconoscimento dei componenti che semplifica la fase di configurazione del sistema, assieme a tool per la scelta dei pacchetti software da installare. È così possibile partire da un punto comune per creare macchine sostanzialmente diverse tra loro; solo Caldera (ora Sco) ha scelto di fornire due pacchetti distinti per workstation e server, mentre Mandrake, Red Hat e SuSe, propongono un solo prodotto, anche se la prima è più orientata al mondo workstation.
Le prove sono state effettuate su un computer di Fujitsu Siemens di ultima generazione, basato su Intel Pentium IV con 512 Mb di Ram e scheda video Ati. Pur essendo un prodotto di recente produzione, nessuna distribuzione ha avuto problemi particolari nel riconoscere i componenti; solo durante l’installazione di Mandrake ci sono stati dei tentennamenti, ma sono da imputare a problemi di settaggio del pc, inoltre la distribuzione francese non risulta tra quelle certificate dalla società nippotedesca.
Tuttavia i principali produttori di hardware hanno stretto accordi con queste distribuzioni Linux. Oggi, infatti, i computer vengono venduti certificati per funzionare con i sistemi operativi firmati Microsoft e con alcune distribuzioni Linux. Tutte le distribuzioni sono fornite con diverse interfacce, come Kde e Gnome, che migliorano l’ergonomia del sistema operativo: tutte le operazioni possono essere fatte attraverso più strade (come in Windows, per esempio), l’interfaccia può essere personalizzata e, contemporaneamente, mantiene forti legami con il passato per soddisfare i “puristi” di Linux.
La scelta della distribuzione è legata sia al destino finale (server o workstation) sia a eventuali accordi con i produttori di computer. In ogni caso è necessaria una competenza sempre maggiore a seconda della destinazione: un client con su solo un sistema operativo è decisamente più semplice da installare di un database server, questo indipendentemente dal fatto che si tratti di Linux, Windows o Unix.
A CURA DI MAURIZIO FERRARI

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