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Quattro distribuzioni sul terreno del confronto
Settembre 2002
Introduzione Sco Open Linux
Mandrake Linux SuSe Linux

Red Hat Linux

L’ultima versione rilasciata da Red Hat, Linux 7.3 Pprofessional, è una delle principali distribuzioni attualmente in commercio. I prerequisiti per l’installazione di base sono processore Intel Pentium o Amd, 650 Mb liberi sul disco fisso, e 32 Mb di Ram, utilizzando la sola interfaccia testo. La prima parte dell’installazione consiste nel rilevamento delle periferiche, nella scelta della lingua e del tipo di installazione (server, workstation, personalizzata).
Quindi si definiscono la partizione in cui successivamente verrà installato il sistema operativo e il livello di sicurezza, settando i permessi per l’accesso ai vari servizi. Un ulteriore campo consente di inserire un’altra porta oltre a quelle già comunemente usate.
Questa installazione ha il suo punto forte nella semplicità: noi non abbiamo incontrato alcun problema durante questo processo.
Alla fine di questa prima fase viene presentato un riepilogo dei pacchetti software installati, si può sempre selezionare qualche programma qualora vi fosse un’esigenza sorta all’ultimo minuto. Il sistema, a questo punto, tenta di riconoscere il tipo di scheda grafica: confermata la scheda (o modificati i parametri di questa) parte l’installazione che a questo punto procede in modo automatico attraverso passaggi successivi. Il primo che viene effettuato riguarda la formattazione del disco e la creazione del Filesystem; successivamente vengono trasferiti i file sul disco fisso: il tutto può richiedere alcuni minuti, questo tempo è legato al tipo di configurazione della macchina.
Una volta avviato il processo d’installazione sullo schermo oltre ai dati relativi a come procede viene presentato un breve “documentario”, ricco di curiosità e aneddoti sulla storia della società americana. Terminata l’installazione dei pacchetti software è possibile creare un disco d’avvio per eventuali emergenze.
Come interfaccia grafica viene installato da Red Hat di default Gnome, ma volendo è possibile passare a Kde, Enlightment o altri window manager più adeguati a esigenze stilistiche o di utilizzo.
Il lavoro svolto dai programmatori di Red Hat è stato fatto con l’evidente obiettivo di rendere questa distribuzione stabile e compatibile anche con le esigenze degli amministratori di sistema che non provengono dal mondo Unix.
Per facilitare il lavoro e nascondere un po’ di complessità nel desktop c’è un’icona con scritto “Inizia da qui”: semplice e intuitivo senza grossi giri o preamboli.
In realtà, questo collegamento fa riferimento a una directory che contiene diversi strumenti dadestinare alla configurazione del sistema.
Nel caso non sia possibile utilizzare una interfaccia grafica, Red Hat mette a disposizione uno strumento testuale che permette di gestire tutti gli aspetti di configurazione del sistema.
Red Hat con questa nuova versione della propria distribuzione conferma il fatto di essere una delle prime aziende di comprovata esperienza, che ha scelto di offrire al mondo dell’It business un sistema potente, stabile e comunque semplice da gestire.

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