Internet
e il Web riempiono sempre di più l’orizzonte dei database.
Infatti, l’evoluzione continua di questo settore sta modificando
il modo di lavorare e di vedere la Rete. L’obiettivo di questi
ultimi anni è l’always on, cioè la connessione a
Internet in qualsiasi momento, ovunque ci si trovi. Alla base
di questa trasformazione ci sono nuovi servizi e in calce a questi,
ci sono informazioni e dati organizzati e gestiti con i database.
Praticamente nati con l’informatica, i database stanno evolvendo
con essa. Inizialmente utilizzati solo per immagazzinare dati
alfanumerici, oggi sono in grado di gestire tutti i tipi di file,
compresi quelli multimediali. Sono, quindi, diventati indispensabili
per generare in modo dinamico dei siti Web, pescando i diversi
componenti della pagina da un database creato ad hoc. In questo
contesto, diventa possibile creare basi di dati eterogenee, che
possono essere usate per diverse applicazioni aziendali, dalla
gestione remota della forza vendita al Crm, dai cataloghi multimediali
alla gestione dei documenti dall’azienda. Nella prova svolta da
It Labs si è voluto osservare principalmente la fase di
installazione e prima configurazione dei database analizzati.
Questo perché fare una prova più approfondita, analizzando
in dettaglio le performance di ogni piattaforma, diventava difficile
dal punto di vista hardware. I prodotti testati, infatti, danno
il meglio di sé all’interno di architetture multiprocessore
con una ricca dotazione di memoria Ram e di spazio sui dischi.
Ibm e Oracle si differenziano rispetto al prodotto di Microsoft
per il supporto a diversi sistemi operativi, mentre il database
di Bill Gates rimane, come da copione, legato solo all’ambiente
Windows.
Maggiore apertura alla Rete
Le funzionalità di questi prodotti sono molteplici e
in costante crescita, la più importante è il supporto
nativo a Xml per tutti e tre i prodotti sotto esame. Xml, infatti,
si sta imponendo come lo standard de facto per la pubblicazione
e la distribuzione delle informazioni attraverso la Rete. Per
l’installazione e la configurazione dei tre i prodotti è
necessario avere una buona conoscenza dei con cetti su cui poggiano
i database e, successivamente, approfondire in dettaglio le
caratteristiche della soluzione scelta. Si tratta, infatti,
di piattaforme di raccolta e analisi dati che, per essere sfruttate
a fondo, necessitano di una buona formazione. La fase di installazione
e preparazione, in tutti e tre i casi, non si è rivelata
un problema. I produttori, vista la complessità di gestione,
hanno reso il più semplice possibile la configurazione.
Infatti, per tutti, si fa ampio ricorso a wizard e facilitazioni
varie. Un discorso a parte lo merita FileMaker. Questo database
si presenta come concorrente di Microsoft Access, destinato
quindi a realtà più piccole, ma si difende bene
anche nella gestione di moli di dati più pesanti. A renderlo
particolarmente interessante è la capacità di
connettere i database sviluppati con il mondo Web in modo semplice.
Per questa operazione è possibile utilizzare sia il Web
server di Microsoft sia Apache.
A CURA DI MAURIZIO FERRARI
La piattaforma del test
Il laboratorio allestito per la prova di questi quattro prodotti
è stato basato sul server QuadSystem di Netka. Si tratta
di un modello rack alto 2U, caratterizzato dalla presenza contemporanea
di 4 sistemi. Ognuno dispone di una propria scheda madre e di
una Cpu, un Intel Pentium da 1,13 GHz, oltre ad avere un banco
di memoria, un controller e un disco fisso. Si tratta, quindi,
di quattro macchine indipendenti. Essendo un prodotto destinato
a essere inserito in un armadio non ha nè floppy nè
Cdrom, quindi per installarci i database è stata creata
una piccola rete con uno switch e un portatile Lifebook di Fujitsu
Siemens. L’installazione di tutti i prodotti è stata,
dunque, gestita attraverso il Cdrom del notebook e, per ogni
database, è stato utilizzato uno dei quattro sistemi
disponibili.
FileMaker Pro 5.5 Unlimited
FileMaker Pro è un database molto conosciuto, presente
sul mercato da diversi anni e diffuso maggiormente su piattaforma
Apple Macintosh, anche se ultimamente sta crescendo molto anche
su sistemi Windows. L’installazione è molto veloce (dura
circa 34 minuti), per uno spazio occupato di circa 20 Mbyte.
L’interfaccia grafica del prodotto è intuitiva e integrata
al punto che si distingue a fatica la differenza tra la creazione
del database e l’utilizzo dello stesso. È possibile passare
alla fase di costruzione e finitura delle caratteristiche della
base dati in ogni momento dell’utilizzo, con la possibilità
di apportare cambi in tempo reale alle applicazioni e alle informazioni.
Le procedure e gli oggetti necessari a creare un’applicazione
e un’interfaccia d’uso del database sono numerosi, ben organizzati
e di facile utilizzo. La velocità con la quale è
possibile creare database, anche complessi, corredati di automazioni,
è elevata. FileMaker Pro è dotato di un suo linguaggio
di programmazione (script) che permette di realizzare brevi
programmi, allo scopo di automatizzare la creazione di viste,
report e interfacce grafiche. Non è necessario conoscere
i rudimenti del linguaggio di programmazione. È, infatti,
disponibile un’interfaccia grafica che include già la
maggior parte delle classiche funzioni usate in un database,
che sono rese immediatamente disponibili per essere convertite
automaticamente in script pronti all’uso.
FileMaker Pro permette di creare database e applicazioni complesse,
formate da più archivi connessi tra loro, con vincoli
d’integrità e controlli in fase di inserimento dati.
Il prodotto è stabile e sicuro. Con questa versione,
FileMaker Pro si conferma un avversario più che mai pericoloso
per Microsoft Access, il suo diretto concorrente. Ovviamente
non è confrontabile con gli altri database in prova,
per dimensioni, caratteristiche, prestazioni e prezzo.
Tabella
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