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Senza fili! Il sogno di molti si può avverare, ora è
possibile creare ambienti di lavoro senza dover realizzare un
cablaggio per poter connettere i diversi dispositivi. Per verificare
se queste affermazioni corrispondevano a realtà abbiamo
realizzato una prova di 12 dispositivi, access point e schede
di rete, presso i laboratori di It Labs. Tutti i prodotti si
presentavano come compatibili con i sistemi Windows 2000 o 9x,
ma noi abbiamo voluto utilizzare una macchina con installato
Windows XP Professional, per verificare sia la versatilità
delle schede sia la reale capacità del sistema operativo
Microsoft di riconoscere e adattarsi ai prodotti in esame.
Come macchina campione abbiamo utilizzato un portatile Idea
Progress, basato su Pentium III mobile con 412 MB di RAM. Inoltre
abbiamo provato l’interoperabilità dei prodotti in questione
utilizzando un portatile Toshiba Satellite Pro 6000, già
predisposto per le Wireless LAN.
C’è da segnalare che alcune schede non sono state riconosciute
come dispositivi wireless e venivano installate come schede
di rete, ma questo non pregiudicava il corretto funzionamento.
Quando questo accadeva non poteva essere utilizzata la funzione
di ricerca delle reti wireless di Windows XP.
Poca attenzione alla sicurezza
La sicurezza merita un discorso a parte. Tutti i prodotti,
tranne 3Com, risultavano aperti, senza nessuna protocollo di
sicurezza installato. In recenti studi dedicati al mondo delle
Wireless LAN è emerso come quasi tutte queste reti siano
un colabrodo: permettono l’accesso a chiunque abbia una scheda
wireless installata sul proprio computer, soprattutto perché
viene utilizzato il DHCP (Dynamic Host Configuration Protocol)
per assegnare gli indirizzi IP. È assolutamente necessario
attivare tutti i protocolli di sicurezza che la scheda supporta.
La scheda di 3Com, invece, per poter funzionare obbliga l’utente
a installare i propri driver attraverso una procedura che lo
costringe a selezionare una modalità di funzionamento
senza sicurezza o attivando determinate funzioni: l’utente diventa
così consapevole delle porte che apre o che chiude.
Sul fronte degli access point, c’è una discreta gara
sul design, ma le funzionalità sono identiche per tutti,
anche se ci sono produttori che presentano prodotti in grado
di collegarsi a reti WAN (ISDN, ADSL, V.92 e così via),
ma analizzare queste ulteriori funzionalità non era nelle
intenzioni del test. Utilizzando un server DHCP gli access point
si sono inseriti nella rete senza problemi e, una volta ricevuto
l’indirizzo, si sono resi disponibili alle schede.
Interoperabili e facili da installare
In conclusione si può tranquillamente affermare che
questi prodotti hanno fatto dei passi in avanti per quanto riguarda
l’interoperabilità e la facilità d’installazione
(Windows XP nasce per supportare le Wireless LAN), mentre devono
ancor percorrere un po’ di strada per quanto riguarda la sicurezza.
L’unico ostacolo a un pieno sviluppo del mercato rimane soltanto
la legislazione attuale (la sicurezza è un problema tecnologico
e quindi risolvibile dagli stressi produttori) che costringe
a “dribbling mentali” per capire come l’utente deve comportarsi
(si veda l’articolo a pagina 10).
Serve, dunque, una legge chiara che indichi cosa si deve fare
per implementare una rete wireless.
A CURA DI MAURIZIO FERRARI
INTEROPERABILITÀ
Il notebook Toshiba parla con tutte le WLAN : La società
giapponese ha fatto della sua scelta a favore delle Wireless
LAN u a bandiera. Allora, perché non verificare se funziona?
L’abbiamo fatto utilizzando il portatile di un tecnico, un Toshiba
Satellite Pro 6000. Questo modello esce già con preinstallati
u a scheda wireless e Windows XP, il sistema operativo che ha
un ’apposita funzione di ricerca delle reti wireless e permette
l’utilizzo di questo notebook con tutti gli access point installati.La
connessione è sempre riuscita, a conferma di una maggiore
interoperabilità raggiunta tra i vari dispositivi.La
prima prova che It Labs ha fatto su questi prodotti (disponibile
nell’archivio del sito Internet) aveva evidenziato come fosse
difficile,se non i mpossibile, far dialogare tra loro dispositivi
di diversi produttori: lo standard era ancora un po’ troppo
proprietario.
Tabella
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