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Nove soluzioni per costruire un portale
Aprile 2002
I tecnici del laboratorio It Labs hanno analizzato le architetture presenti sul mercato, per capire come lavorano e si integrano all’interno del sistema informativo.
Bea Systems Weblogic Portal Iona Orbix E2a
Computer Associates Cleverpath Portal Iplanet Portal Server
Compuware Optimalview Microsoft Content Management Server
Hummingbird Enterprise Portal Suite Oracle Oracle9iAS Portal
Ibm Websphere Portal    
 

Portale: parola che a volte genera confusione, forse perché usata e abusata, forse perché nasconde tecnologie non ancora comprensibili a tutti, ma in ogni caso è immediata e piace a molte persone. Oggi molti dipendenti hanno accesso a un portale aziendale o a un vortal (portale verticale, dedicato a un argomento specifico), sempre per trovare informazioni; perché nella società dell’informazione sono quest’ultime il motore di buona parte dell’economia mondiale. Quindi molte sono le realtà che hanno deciso di condividere le informazioni, prima internamente all’azienda e successivamente estendendo l’accesso anche a clienti e fornitori, attraverso una nuova logica che prevede una forte spinta alla personalizzazione e alla collaborazione.
Non è questo il luogo per discutere dei processi alla base della definizione di portale, perché la panoramica che It Labs ha fatto aveva come obiettivo quello di analizzare l’architettura, e in particolare il software, con cui si costruisce un portale per distribuire informazioni all’interno dell’azienda. Oggi è possibile realizzare un portale recuperando i dati da più fonti: database interni, esterni e siti Web di terze parti, e creare quindi una struttura flessibile e personalizzabile in grado di presentare i dati in modo “accattivante” e funzionale.
Questo è possibile grazie all’adozione di un framework, che coordina tra loro le diverse applicazioni e sorgenti dei dati, e di uno “scheletro” XML, che garantisce la coerenza tra i dati indipendentemente dalle piattaforme hardware e software. Gli elementi che compongono la pagina vengono creati dinamicamente e messi a disposizione sulla finestra del browser dell’utente, creando un desktop virtuale sul quale è possibile intervenire in ogni momento per modificare il layout. L’accesso attraverso password permette di soddisfare le esigenze di mobilità; infatti, l’utente si troverebbe di fronte il proprio desktop virtuale indipendentemente dal client utilizzato. È, inoltre, possible utilizzare software di terze parti che s’integrano con la struttura sfruttando il linguaggio XML.
La panoramica che It Labs ha voluto fare su questa tipologia di prodotti offre un’immagine interessante dell’evoluzione raggiunta in questo campo, grazie alla possibilità di far interagire differenti configurazioni hardware e software in maniera dinamica e trasparente. Dal punto di vista realizzativo i prodotti visionati hanno dimostrato di essere abbastanza semplici da utilizzare seppure, per contro, molto complessi da un punto di vista strutturale. Abbiamo voluto porre l’accento soprattutto sulle funzionalità offerte e sul tipo di architettura utilizzato dai vari produttori nella realizzazione dei software e, in seconda battuta, sulle caratteristiche di profilazione degli utenti a livello di gestione degli accessi e autenticazione degli stessi.
A CURA DI MARCO MATERA

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