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Server a (quasi) due vie per far girare l'azienda
Aprile 2002

Sul banco di prova sono finiti sette server predisposti per accogliere due processori Pentium III, più uno Xeon "fuori concorso ". La prova,condotta sul piano dei servizi Internet e del file sharing, ha rivelato una tecnologia comune di buon livello e un comparto Raid ben curato.

Acer Altos G610 Nec Express5800 120Lf
Asem Proserver Rc2 Olidata Toraton Dfv
Fujitsu Siemens Primergy F200 Supermicro Superserver 6021H
Hewlett-Packard Netserver E800 Comex Galileo

Abbiamo già analizzato più di una volta in tempi recenti le problematiche riguardanti i server per le aziende, verificando quanto rapidamente il settore registrasse cambiamenti. La tecnologia va avanti rapidamente e ormai si possono trovare macchine dalle alte prestazioni senza che sia più strettamente necessario rivolgersi a profili high end a quattro o più processori, vista la prestazionalità raggiunta in quest'ambito dalle singole Cpu. Ciò ha consentito di realizzare macchine sempre più vicine, dimensionalmente, ai personal computer client "da scrivania", al punto da rendere quasi indistinguibili le due macchine a un primo colpo d'occhio.
Le differenziazioni sono più sottili di un tempo e riguardano l'adozione di sottosistemi di dischi Raid (anche se, ultimamente, si trovano a buon mercato
apparecchiature standalone da affiancare ai server, come quella provata a pagina XVI) oppure l'implementazione di tecnologie hardware, spesso a livello di motherboard o di memoria (si pensi alle memorie Ecc), atte a integrare funzionalità di gestione avanzata per la protezione dei dati e per la garanzia di continuità di servizio. Si fanno molto più granulari le informazioni che possono essere raccolte, spesso grazie all'integrazione di software di management, e più preciso e tempestivo può risultare l'intervento dell'amministratore di sistema. L'obiettivo di questo test era di dare un'occhiata al settore dei server low end, allo scopo di valutare la prestazionalità di macchine flessibili e adattabili a più attività all'interno di una rete aziendale (a partire dal semplice file server). Abbiamo identificato a questo scopo un target di macchine biprocessore che potessero fornire alte prestazioni ma tenere comunque a un livello accettabile (per l'utilizzo cui sono destinate) i costi di acquisizione. Il panorama che ne è venuto fuori è stato quantomai variegato. Nell'ottica della flessibilità e della scalabilità di un server, le opzioni sono davvero numerose e tutti i produttori offrono differenti tipi di configurazione.
Non a caso, alcune macchine giunte presso i nostri laboratori, nonostante fosse richiesto il doppio processore, si sono rivelate, al termine dell'analisi, dotate di una singola Cpu, seppure predisposte al subitaneo "raddoppio".
Altre, addirittura, hanno rivelato in dotazione una scheda madre monoprocessore mentre a listino dei rispettivi produttori sono presentate configurazioni dual processor. L'impressione che se ne ricava potrebbe indicare una sovrastima delle nostre richieste in base all'utilizzo delle macchine, per cui i produttori hanno ritenuto di dover inviare una configurazione "scalata" ma più adeguata. Unico caso particolare è quello del server Xeon Galileo della Comex, inviatoci dall'azienda decisamente sovradimensionato rispetto al parco dei concorrenti. Se questo, da un lato, ci ha impedito di sviluppare un sistema di benchmarking coerente, dall'altro ci ha permesso di valutare con maggior attenzione le numerose possibilità che il mercato dei server per il segmento professionale offre: monoprocessore con possibilità di espansione a dual processor, Pentium III, Pentium III Xeon (che, d'ora in avanti, Intel chiamerà solo Xeon), Ram espandibile generalmente fino a 2/4 Gb e tutta una serie di possibilità che consentono di salvaguardare l'investimento e mantenere una macchina di alto livello con potenzialità di crescita.


La piattaforma del test
Le macchine in prova sono state, di volta in volta, collegate a un hub al quale facevano capo altre due macchine client. I server sono stati inizialmente configurati in modo da attivare il servizio Dhcp per l'assegnazione degli indirizzi Ip ai client e, successivamente, sono stati attivati i servizi Internet e il file sharing per la messa in opera di un file server. Sono state effettuate anche comuni operazioni di accesso da entrambi i client, sia in scrittura, sia in lettura e, quando possibile, sono state eseguite concorrentemente operazioni di mirroring sui dischi Raid. Infine, sono state verificate, ove presenti, le funzionalità di presa di controllo da remoto dei server tramite console e analizzate e provate le funzionalità di logging e di allarmistica.

Tabella Comparativa

A cura di MARCO MATERA
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