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| Server
a (quasi) due vie per far girare l'azienda |
| Aprile
2002 |
Sul banco di prova sono finiti sette server predisposti per accogliere
due processori Pentium III, più uno Xeon "fuori concorso
". La prova,condotta sul piano dei servizi Internet e del file
sharing, ha rivelato una tecnologia comune di buon livello e un comparto
Raid ben curato.
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Abbiamo già analizzato più di una volta in tempi recenti
le problematiche riguardanti i server per le aziende, verificando
quanto rapidamente il settore registrasse cambiamenti. La tecnologia
va avanti rapidamente e ormai si possono trovare macchine dalle alte
prestazioni senza che sia più strettamente necessario rivolgersi
a profili high end a quattro o più processori, vista la prestazionalità
raggiunta in quest'ambito dalle singole Cpu. Ciò ha consentito
di realizzare macchine sempre più vicine, dimensionalmente,
ai personal computer client "da scrivania", al punto da
rendere quasi indistinguibili le due macchine a un primo colpo d'occhio.
Le differenziazioni sono più sottili di un tempo e riguardano
l'adozione di sottosistemi di dischi Raid (anche se, ultimamente,
si trovano a buon mercato
apparecchiature standalone da affiancare ai server, come quella provata
a pagina XVI) oppure l'implementazione di tecnologie hardware, spesso
a livello di motherboard o di memoria (si pensi alle memorie Ecc),
atte a integrare funzionalità di gestione avanzata per la protezione
dei dati e per la garanzia di continuità di servizio. Si fanno
molto più granulari le informazioni che possono essere raccolte,
spesso grazie all'integrazione di software di management, e più
preciso e tempestivo può risultare l'intervento dell'amministratore
di sistema. L'obiettivo di questo test era di dare un'occhiata al
settore dei server low end, allo scopo di valutare la prestazionalità
di macchine flessibili e adattabili a più attività all'interno
di una rete aziendale (a partire dal semplice file server). Abbiamo
identificato a questo scopo un target di macchine biprocessore che
potessero fornire alte prestazioni ma tenere comunque a un livello
accettabile (per l'utilizzo cui sono destinate) i costi di acquisizione.
Il panorama che ne è venuto fuori è stato quantomai
variegato. Nell'ottica della flessibilità e della scalabilità
di un server, le opzioni sono davvero numerose e tutti i produttori
offrono differenti tipi di configurazione.
Non a caso, alcune macchine giunte presso i nostri laboratori, nonostante
fosse richiesto il doppio processore, si sono rivelate, al termine
dell'analisi, dotate di una singola Cpu, seppure predisposte al subitaneo
"raddoppio".
Altre, addirittura, hanno rivelato in dotazione una scheda madre monoprocessore
mentre a listino dei rispettivi produttori sono presentate configurazioni
dual processor. L'impressione che se ne ricava potrebbe indicare una
sovrastima delle nostre richieste in base all'utilizzo delle macchine,
per cui i produttori hanno ritenuto di dover inviare una configurazione
"scalata" ma più adeguata. Unico caso particolare
è quello del server Xeon Galileo della Comex, inviatoci dall'azienda
decisamente sovradimensionato rispetto al parco dei concorrenti. Se
questo, da un lato, ci ha impedito di sviluppare un sistema di benchmarking
coerente, dall'altro ci ha permesso di valutare con maggior attenzione
le numerose possibilità che il mercato dei server per il segmento
professionale offre: monoprocessore con possibilità di espansione
a dual processor, Pentium III, Pentium III Xeon (che, d'ora in avanti,
Intel chiamerà solo Xeon), Ram espandibile generalmente fino
a 2/4 Gb e tutta una serie di possibilità che consentono di
salvaguardare l'investimento e mantenere una macchina di alto livello
con potenzialità di crescita.
La piattaforma del test
Le macchine in prova sono state, di volta in volta, collegate a un
hub al quale facevano capo altre due macchine client. I server sono
stati inizialmente configurati in modo da attivare il servizio Dhcp
per l'assegnazione degli indirizzi Ip ai client e, successivamente,
sono stati attivati i servizi Internet e il file sharing per la messa
in opera di un file server. Sono state effettuate anche comuni operazioni
di accesso da entrambi i client, sia in scrittura, sia in lettura
e, quando possibile, sono state eseguite concorrentemente operazioni
di mirroring sui dischi Raid. Infine, sono state verificate, ove presenti,
le funzionalità di presa di controllo da remoto dei server
tramite console e analizzate e provate le funzionalità di logging
e di allarmistica.
Tabella Comparativa
A cura di MARCO MATERA
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