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All’interno delle architetture di rete, numerose sono le tipologie
di prodotti atte a svolgere i compiti relativi all’interconnessione
delle macchine e alla gestione del traffico. Accanto al substrato
composto dagli hub e, a un livello superiore, dai router, troviamo
la categoria degli switch, molto più avanzati dal punto
di vista tecnologico e particolarmente indicati nel trattamento
complesso delle informazioni che transitano nei network aziendali.
Lo switching dei dati può avvenire su più livelli,
a seconda dell’architettura dei prodotti: tipicamente a Layer
2 sui Mac address delle interfacce di rete, a Layer 3 sui protocolli
di comunicazione, a Layer 4 per la QoS (Quality of Service)
saltando fino al recente Layer 7 per lo smistamento intelligente
sui contenuti. Tipicamente, poi, l’utilità di uno switch
si rivela nella possibilità di sfruttare connessioni
ad alta velocità (Gigabit su doppino di rame oppure su
fibra ottica) per consentire il collegamento al backbone aziendale,
al fine di costruire un’unica struttura di rete dipartimentale.
A questo scopo molti prodotti sono commercializzati in versione
modulare con slot preposti all’inserimento di schede opzionali
per fornire connettività avanzata.
Le Virtual Lan
Uno degli ambiti applicativi più interessanti, a livello
dell’utenza aziendale, è quello relativo alle Vlan (ovvero
le Lan virtuali). Il loro uso permette di separare le sottoreti
in gruppi logici distinti, gestibili con un unico apparecchio.
La presente prova di It Labs ha voluto porre l’attenzione su
questo punto, accanto alle caratteristiche di switching già
analizzate in test precedenti.
Abbiamo voluto verificare, pertanto, in che modo fosse possibile
creare e gestire delle Vlan attraverso l’utilizzo dei tool di
configurazione dei prodotti giunti nei nostri laboratori e in
che modo le reti virtuali operassero. Il numero di Vlan che
è possibile creare varia a seconda dei limiti strutturali
di ciascuno switch. A ogni Vlan viene assegnata una o più
porte, in modo da creare raggruppamenti di sottoreti indipendenti
tra loro. In questo modo è possibile arrivare a coordinare
segmenti di rete slegati, gestendoli in maniera centralizzata
da un unico apparato che si occupa di distribuire correttamente
il traffico, non permettendo a Vlan differenti di dialogare
fra loro.
Diverso è il caso di porte in overlapping, ovvero di
porte configurate per appartenere a più di una Vlan,
in modo da rendere disponibili a tutti servizi di rete centralizzati,
come nel caso di un file server oppure di una stampante condivisa.
In ogni caso è possibile gestire queste situazioni in
maniera flessibile, riuscendo a costruire topologie di rete
sostanzialmente complesse in poco tempo. A questo scopo abbiamo
identificato un target di riferimento impostato su switch a
24 porte che riteniamo più che sufficienti per uffici
medio/grandi, anche in considerazione del fatto che, attraverso
l’inserimento di hub oppure router sugli snodi intermedi, è
possibile gestire strutture anche estese con un solo apparecchio.
A CURA DI MARCO MATERA
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