I
Personal digital assistano stanno rivoluzionando il modo di gestire
le informazioni che, giornalmente, ognuno di noi utilizza nella
professione e nel tempo libero. Quello che li ha resi vincenti
è la possibilità di incronizzarli con il pc e, soprattutto,
la disponibilità di una gamma di programmi in continua
evoluzione, che ora copre praticamente tutte le esigenze, da quelle
ludiche a quelle professionali.
Un ulteriore salto di qualità si sta verificando in questo
periodo, con il rilascio di moduli Gsm da agganciare al palmare
e con l’estensione delle possibilità di collegamento con
altri dispositivi, grazie a tecnologie come Bluetooth. Un’altra
caratteristica che si sta imponendo è la possibilità
di gestire contenuti multimediali, con capacità audio stereofoniche,
browser Internet con supporto di plugin Java e Flash. Parallelamente,
c’è la rincorsa verso schermi a colori con risoluzioni
più elevate e l’uso di processori sempre più veloci,
oltre all’aumento della memoria di sistema.
In questa prova sono state esaminate due differenti famiglie di
prodotti: i veri e propri computer palmari (a loro volta suddivisi
tra Pda con display touch screen e handheld con tastiera) e i
cosiddetti smart phone, cioè quei dispositivi che integrano
all’interno di un telefono caratteristiche tipiche del palmare
(con le relative applicazioni). Il livello di ibridazione è
vario e in alcuni casi (due esempi su tutti, i prodotti di Sagem
e di Trium), è quasi impossibile classificare il prodotto
in una o nell’altra delle due categorie.
Oltre a questa, una importante classificazione riguarda il sistema
operativo di cui questi terminali sono dotati. La scelta si riduce
a 3 protagonisti: Palm con il suo Palm Os giunto alla release
4; Microsoft con Windows Ce in versione Pocket Pc (recentissimo
è il rilascio della versione Pocket Pc 2002) e Symbian
con Epoc, usato su smart phone famosi come quelli targati Ericsson
e Nokia.
Le piattaforme
I terminali basati sul sistema operativo di Palm erano, fino
a qualche tempo fa, considerati i migliori sul mercato. Il successo
del sistema Palm Os si è basato indubbiamente sulla sua
estrema facilità d’uso. Insomma, non si deve ricorrere
al manuale per usare correttamente un palmare Palm. Un altro
punto di forza di questo sistema operativo è il numero
di modelli che lo implementano, adatti a tutte le esigenze e
a tutte le tasche.
La quantità di software disponibile e la proliferazione
di accessori rendono questo palmare decisamente appetibile,
anche se le sue quote di mercato sono state recentemente rosicchiate
dal suo più agguerrito concorrente, cioè Microsoft
Pocket Pc. Questa piattaforma può sembrare, di primo
acchito, meno semplice da utilizzare, ma c’è da dire
che gli utenti che hanno utilizzato almeno una volta un sistema
Windows da scrivania non faticheranno certo per iniziare a lavorare.
Pocket Pc dispone dello stesso tipo di applicazioni per la gestione
dei dati personali presenti in Outlook per Windows e, grazie
a questo, si ha a disposizione un compagno perfetto per le sincronizzazioni
dei dati tra i vari dispositivi. In più, i teminali Pocket
Pc sono dotati di evolute funzionalità multimediali:
essi, infatti, hanno a disposizione Media Player, e quindi sono
in grado di trasformasi in lettori di Mp3 o di visualizzare
filmati in formato Avi o Mpeg.
Tutte queste funzioni, però, necessitano di processori
potenti, facendo emergere il problema che più preoccupa
gli utilizzatori, cioè la durata delle batterie. Con
un modello a colori in pieno sfruttamento delle possibilità
multimediali, l’autonomia non supera le 89 ore.
Quanto alla piattaforma Epoc di Symbian, essa è nata
dall’idea di creare un ambiente di lavoro specificamente progettato
per i device wireless. Costruito su una base Java, il sistema
operativo vanta, come punto di forza, l’ottimizzazione delle
risorse della macchina, in particolare proprio la gestione del
consumo delle batterie e l’accesso rapido a Ram e Rom. Anche
in presenza di comunicazioni instabili, Epoc dimostra di essere
stato “tarato” al meglio, facendo fronte ai principali problemi
che si verificano nell’utilizzo di apparecchi wireless.
Una scelta da compiere pensando al tipo di utilizzo
Effettuare una classificazione o una comparazione dei prodotti
oggetto del test risulterebbe impresa ardua per chiunque. Nonostante,
sulla carta, le categorie sembrino ben definite, in realtà
lo scenario presenta numerose sfaccettature con vari livelli
di “ibridazione” fra i prodotti. Non è possibile, in
sostanza, discriminare i dispositivi sulla base di pure caratteristiche
tecniche, anche perché la domanda che intendiamo stimolare
è la seguente: a cosa serve un palmare? La risposta,
ovviamente, non è univoca, perché molto differenziate
sono le necessità del bacino di utenza di prodotti di
questo tipo.
Si va dal semplice “organizer elettronico” fino allo smart phone
multimediale di Trium, già compatibile Gprs, attraversando
una gamma di proposte, come si usa dire, “per tutte le tasche”.
Non inganni, a questo proposito, la relativa semplicità
e il ridotto numero di funzionalità di Olivetti DaVinci,
poiché il prodotto nasce con un target ben preciso: ci
troviamo di fronte alla “cellula base” nell’ambito dei Pda.
Molto spesso, l’utilizzo di un palmare si riduce alla gestione
dell’agenda e degli appuntamenti; quindi, parafrasando, perché
comprare una macchina sportiva con tutti gli optional, quando
l’unico tragitto che si desidera percorrere è quello
dal garage all’ufficio?
Le esigenze degli “smanettoni”, invece, saranno assecondate
dai prodotti che adottano il sistema operativo Palm Os. Su Internet
è possibile trovare una moltitudine di programmi per
la personalizzazione del prodotto, da suite per la gestione
di documenti alla gamma compelta di giochi. Non c’è che
l’imbarazzo della scelta.
I sistemi Pocket Pc, d’altro canto, garantiscono un’integrazione
pressoché totale con i prodotti Microsoft, solitamente
disponibili su tutti i pc aziendali. Word, Excel e Outlook solo
per citarne alcuni. Sebbene in maniera ridotta rispetto ai palmari
con Palm Os, la quantità di software disponibile è
di tutto rispetto. In linea teorica ogni prodotto per sistemi
operativi Microsoft può, con i dovuti aggiustamenti,
essere “convertito” su piattaforma Ce.
Gli utenti più esigenti, infine, non potranno trascurare
la multimedialità, assecondata da prodotti in grado di
riprodurre musica e video. Si tratta di un “lusso” che, probabilmente,
sarà uno standard nei mesi a venire. Con la diffusione
di sistemi di trasmissione ad alta velocità è
prevedibile che, dal palmo della nostra mano, potremo fruire,
per esempio, di video in streaming direttamente da Internet,
e molti prodotti sono già pronti per uno scenario di
questo genere. Ma la domanda da porsi è sempre la stessa:
cosa dovrò fare con il nuovo palmare?
A cura di Marco Matera
Tabella 1
Tabella 2
|