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| Prova distribuzioni
Linux |
| Made in Linux |
| Ottobre 2001 |
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Made
in Linux (Mlx) è la prima delle distribuzioni di Linux curata da un'azienda
italiana. Si tratta della traduzione del sistema operativo e delle
applicazioni derivate da un'altra distribuzione commerciale, uniti
a interventi di adattamento per rendere Linux maggiormente adeguato
alla realtà nazionale.
Una delle caratteristiche di rilievo di Mlx è la facilità d'uso della
quale possono avvantaggiarsi tutte le categorie di utenti, ma del
resto questa è intrinseca nei desktop environment offerti da tutte
le distribuzioni di rilievo.
L'installazione presenta un grado di semplificazione maggiore rispetto
a quello delle altre distribuzioni, limitatamente alle opzioni di
scelta del tipo di installazione. Per il resto, non si discosta molto
dallo standard, anche perché si avvale del tool grafico Anaconda,
previsto da altri distributori.
Tornando alle opzioni di installazione, in sintesi, le scelte disponibili
sono due: "Linux Facile" e "Internet Sicuro".
Scegliendo "Linux Facile" si ottiene l'installazione di una workstation
per l'utilizzo in ambito domestico, mentre la modalità "Internet Sicuro"
permette di configurare una macchina da utilizzarsi come server aziendale.
Una delle caratteristiche di Linux più convinte, sulla quale Mlx insiste
parecchio, è la maggiore sicurezza offerta dal software open-source
rispetto a quello proprietario. Si ritiene, cioè, che la disponibilità
in rete dei sorgenti del kernel e delle applicazioni, da parte non
solo della comunità di sviluppatori ma di chiunque sappia come reperirli,
costituisca una garanzia di individuazione tempestiva e relativa correzione
dei bachi di sicurezza, piuttosto che un'opportunità offerta ai malintenzionati
di scoprire le possibili falle.
In effetti, sembra che questo modello funzioni a dovere, perché, per
esempio, se si pensa agli analoghi problemi dei sistemi proprietari,
il tempo che passa dal momento in cui i punti deboli diventano di
pubblico dominio e il momento in cui le case rilasciano le patch per
eliminarli è più che sufficiente agli attacker per mettere in atto
le loro incursioni su sistemi che offrono le vulnerabilità citate
dalle fonti di informazione pubblica.
Il criterio principale che ha ispirato la scelta del software a corredo
di Mlx 4.0 è stato quello di ridurre al minimo le applicazioni considerate
inutili, perché, ad esempio ridondanti. Se però questa scelta non
ha alcuna ripercussione come nel caso del server http, piuttosto che
del daemon che gestisce il Dns, nel caso di altri programmi, tale
decisione potrebbe portare a scontentare una parte dell'utenza.
Ad esempio, è stato scelto di includere come gestore del desktop Gnome,
tralasciando la controparte Kde.
La decisione di ridurre al minimo le applicazioni commerciali e open
source a corredo, oltre a esporsi al rischio di non soddisfare alcune
classi di utenti, potrebbe avere come effetto indesiderato anche quello
di scoraggiarne l'acquisto. Il prezzo di vendita, infatti, poco si
discosta da quello di altre distribuzioni più complete che offrono
una molto più vasta selezione di software e che, addirittura, accludono
come media di installazione un Dvd.
L'acquirente, quindi, potrebbe lecitamente prediligere altre distribuzioni
per soddisfare la sua necessità di avere a disposizione immediata
una più ampia gamma di software, senza sobbarcarsi l'onere e gli ulteriori
costi per scaricarsi quello che gli manca dalla rete.
La conseguenza di questo, è il posizionamento della distribuzione
orientato prevalentemente al target domestico o verso coloro che sono
interessati a Linux, ma senza espressione di esigenze particolarmente
sofisticate, soprattutto sul versante server.
La versione del kernel di Linux su cui si basa questa distribuzione
è la 2.4, corredato da Xfree86 in versione 4.0 e, come detto, da Gnome
in versione 1.2. Il browser scelto è stato Netscape, mentre per la
grafica la scelta è caduta su Gimp.
Nel complesso, non considerando le notevoli novità tecnologiche dell'ultima
versione del Kernel e di Xfree86, non si tratta di una distribuzione
che si discosta dalle altre per particolari innovazioni, se non per
l'idea controtendenza di limitare l'apparato di software allegato
(si pensi alle distribuzioni costituite da 7-8 Cd).
L'unica caratteristica interessante è lo studio fatto sul sistema
operativo e sul software a corredo per verificare se questo risponda
ai criteri definiti dalla legge 675, a disciplina del tema della sicurezza
informatica. |
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