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Prova distribuzioni Linux
Made in Linux
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Made in Linux (Mlx) è la prima delle distribuzioni di Linux curata da un'azienda italiana. Si tratta della traduzione del sistema operativo e delle applicazioni derivate da un'altra distribuzione commerciale, uniti a interventi di adattamento per rendere Linux maggiormente adeguato alla realtà nazionale.
Una delle caratteristiche di rilievo di Mlx è la facilità d'uso della quale possono avvantaggiarsi tutte le categorie di utenti, ma del resto questa è intrinseca nei desktop environment offerti da tutte le distribuzioni di rilievo.
L'installazione presenta un grado di semplificazione maggiore rispetto a quello delle altre distribuzioni, limitatamente alle opzioni di scelta del tipo di installazione. Per il resto, non si discosta molto dallo standard, anche perché si avvale del tool grafico Anaconda, previsto da altri distributori.
Tornando alle opzioni di installazione, in sintesi, le scelte disponibili sono due: "Linux Facile" e "Internet Sicuro".
Scegliendo "Linux Facile" si ottiene l'installazione di una workstation per l'utilizzo in ambito domestico, mentre la modalità "Internet Sicuro" permette di configurare una macchina da utilizzarsi come server aziendale.
Una delle caratteristiche di Linux più convinte, sulla quale Mlx insiste parecchio, è la maggiore sicurezza offerta dal software open-source rispetto a quello proprietario. Si ritiene, cioè, che la disponibilità in rete dei sorgenti del kernel e delle applicazioni, da parte non solo della comunità di sviluppatori ma di chiunque sappia come reperirli, costituisca una garanzia di individuazione tempestiva e relativa correzione dei bachi di sicurezza, piuttosto che un'opportunità offerta ai malintenzionati di scoprire le possibili falle.
In effetti, sembra che questo modello funzioni a dovere, perché, per esempio, se si pensa agli analoghi problemi dei sistemi proprietari, il tempo che passa dal momento in cui i punti deboli diventano di pubblico dominio e il momento in cui le case rilasciano le patch per eliminarli è più che sufficiente agli attacker per mettere in atto le loro incursioni su sistemi che offrono le vulnerabilità citate dalle fonti di informazione pubblica.
Il criterio principale che ha ispirato la scelta del software a corredo di Mlx 4.0 è stato quello di ridurre al minimo le applicazioni considerate inutili, perché, ad esempio ridondanti. Se però questa scelta non ha alcuna ripercussione come nel caso del server http, piuttosto che del daemon che gestisce il Dns, nel caso di altri programmi, tale decisione potrebbe portare a scontentare una parte dell'utenza.
Ad esempio, è stato scelto di includere come gestore del desktop Gnome, tralasciando la controparte Kde.
La decisione di ridurre al minimo le applicazioni commerciali e open source a corredo, oltre a esporsi al rischio di non soddisfare alcune classi di utenti, potrebbe avere come effetto indesiderato anche quello di scoraggiarne l'acquisto. Il prezzo di vendita, infatti, poco si discosta da quello di altre distribuzioni più complete che offrono una molto più vasta selezione di software e che, addirittura, accludono come media di installazione un Dvd.
L'acquirente, quindi, potrebbe lecitamente prediligere altre distribuzioni per soddisfare la sua necessità di avere a disposizione immediata una più ampia gamma di software, senza sobbarcarsi l'onere e gli ulteriori costi per scaricarsi quello che gli manca dalla rete.
La conseguenza di questo, è il posizionamento della distribuzione orientato prevalentemente al target domestico o verso coloro che sono interessati a Linux, ma senza espressione di esigenze particolarmente sofisticate, soprattutto sul versante server.
La versione del kernel di Linux su cui si basa questa distribuzione è la 2.4, corredato da Xfree86 in versione 4.0 e, come detto, da Gnome in versione 1.2. Il browser scelto è stato Netscape, mentre per la grafica la scelta è caduta su Gimp.
Nel complesso, non considerando le notevoli novità tecnologiche dell'ultima versione del Kernel e di Xfree86, non si tratta di una distribuzione che si discosta dalle altre per particolari innovazioni, se non per l'idea controtendenza di limitare l'apparato di software allegato (si pensi alle distribuzioni costituite da 7-8 Cd).
L'unica caratteristica interessante è lo studio fatto sul sistema operativo e sul software a corredo per verificare se questo risponda ai criteri definiti dalla legge 675, a disciplina del tema della sicurezza informatica.
 
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