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La penetrazione è stata modificata
La metodica utilizzata per il penetration test è stata modificata
rispetto alla scorsa edizione. Sono stati impiegati 3 differenti
vulnerability scanner, cinque freeware tool dello stesso genere
(mirati all'exploit di determinate vulnerabilità e all'information
gathering), più un miniset di script specificatamente creati. Gli
obiettivi primari sono stati tre: o Verifica delle capacità di individuazione
e protezione dagli attacchi più comuni. Ovviamente questo è un parametro
che risulta interessante per la valutazione generale della funzione
primaria del firewall. Tuttavia abbiamo ritenuto opportuno agganciarvi
altri due indicatori. o Verifica delle capacità di logging e degli
strumenti di analisi. Come, quando e, soprattutto se, un attacco
veniva loggato. Sembra strano, ma questa è stata la parte che più
ci ha interessato, per alcuni ha rappresentato un vero tallone d'achille.
Il firewall di Symantec, per esempio, ha scambiato un UDP flooding
per un TCP (non chiedeteci come, stiamo ancora aspettando un feedback
al nostro Bug Report da parte dell'Isv contattato). Altri, invece,
hanno denotato dei modelli architetturali discutibili. Ma questo
lo leggerete nelle pagine seguenti. L'esame delle caratteristiche
di logging, inoltre, si è rivelato fondamentale per una successiva
applicazione in sede di forensics analisys. Il parametro di riferimento
che abbiamo adottato è: meno il log è granulare, meno è "leggibile"
(anche grazie a eventuali strumenti d'ausilio), meno il prodotto
è qualitativamente adeguato alle richieste del mercato attuale.
o Efficacia nella parte di Information Gathering. Come molti dei
lettori sapranno, quella dell'acquisizione delle informazioni relative
all'obiettivo (target) è una fase cruciale. Fermare e/o individuare
detta attività risulta essere di grande importanza. Per questo motivo
abbiamo effettuato una serie di test di questo genere, così come
degli scanning random e distribuiti. I risultati sono stati poco
incoraggianti.
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