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Tutti i modelli gestiscono l'analisi dei dati acquisendo questi
ultimi con i cosiddetti sensori. Fondamentalmente la differenza
tra i vari IDS consiste, in prima analisi, nel posto in cui i sensori
vengono collocati. Negli HIDS, infatti, i sensori ricavano le info
dai C2 audit log, system log, application log. Altre varianti usano
i cosiddetti "local watchdog" cioè moduli che analizzano
in modo selettivo il traffico su un determinato host.
I NIDS (Network based IDS), invece, operano il controllo va. Per
comprendere il concetto si pensi all'analogia con gli sniffer. Anche
in questo caso, i moduli di controllo, installati su device di rete
o dedicati, operano un'analisi dei dati in transito.
Un punto a favore è l'impatto minimo in termini di performance.
Inoltre, l'installazione di moduli IDS in un contesto Network Based
aumenta anche la protezione dagli attacchi di tipo tampering. Uno
dei problemi maggiormente sentiti è che, spesso, i NIDS possono
perdere alcuni pacchetti in caso di attacchi di tipo flood o in
caso di sessioni crittografate.
Uno dei modelli alternativi è quello detto "ibrido",
composto da un mix degli elementi sopra descritti. Inoltre alcuni
vendor come Iss stanno migrando definitivamente a un'impostazione
che chiamano "agent based", che può essere interpretata
come un'evoluzione degli HIDS.
Www. netstime. com ha affrontato per la prima volta alcuni mesi
fa il discorso intrusion detection. All'indirizzo http:// www. netstime.
com/ focuszone/ security/ index.html potrete trovare numerosi spunti
di approfondimento.
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