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Oracle 8i |
| Aprile
2002 |
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La 8.1.7 è la più recente versione di uno dei più
famosi database al mondo. Come dichiara la casa produttrice, la "i"
inclusa in Oracle 8i significa che questo programma è stato
progettato appositamente come piattaforma di sviluppo e implementazione
Internet.
Lo scopo di Oracle è quello di rendere più semplice
ed efficace la creazione di siti, di intranet e di applicativi dinamici
mossi da un database.
L'appoggio al mondo Internet da parte di Oracle 8i è completo;
esistono, infatti, versioni del database per la quasi totalità
dei sistemi operativi esistenti al mondo, compresi Linux, Solaris,
Hp-Ux. Anche il mondo wireless non è stato trascurato, grazie
alla creazione di soluzioni specifiche per sistemi Pda e cellulari
dell'ultima generazione. L'installazione, a partire da questa versione
(8.1) è gestita da un apposito tool Java (Oracle Installer),
uguale per tutti gli ambienti, che permette a qualsiasi utente che
conosca Oracle di effettuare un'installazione indipendentemente dal
sistema operativo. Questa interfaccia, che ha sostituito il vecchio
installer in formato testo, viene utilizzata anche per la manutenzione
dell'installazione esistente, in particolare per aggiungere o rimuovere
elementi.
Una delle più evidenti caratteristiche che confermano il pensiero
Oracle è l'integrazione nella versione 8.1.7 del Web server
Apache. Questa soluzione permette di avere già tutti gli strumenti
necessari per sviluppare applicazioni Web based realizzate in vari
standard, come per esempio Jsp. Continuando con l'esplorazione delle
caratteristiche del prodotto, va rimarcato che Oracle 8i dispone (ed
è stato il primo), di una Java virtual machine integrata, che
consente di memorizzare ed eseguire procedure Java direttamente nel
database, e di ottenere, quindi, prestazioni ottimali. Volendo, è
comunque possibile sviluppare le procedure in Pl/Sql, che è
il linguaggio proprietario di Oracle.
Il proporre una struttura Web based permette di avere una valida alternativa
alla più classica configurazione client-server, poiché
consente di centralizzare dati e applicativi su poche macchine server
che risultano più semplici da gestire. In questo scenario,
inoltre, la gestione dei dati e l'aggiornamento delle applicazioni
risultano senza dubbio più efficienti e comodi. In aggiunta,
ci sono anche i vantaggi di migliori prestazioni e affidabilità
e, di conseguenza, un contenimento dei costi generali di implementazione
e sviluppo.
Va ricordato che Oracle 8i può comunque continuare a essere
utilizzato per architetture client-server, esattamente come avveniva
con i suoi predecessori. Da alcune indagini di settore, tra l'altro,
risulta che buona parte degli utenti di precedenti versioni sia passata
a 8i mantenendo la struttura applicativa esistente, perché
interessata più alle migliorate prestazioni e funzionalità
che alle nuove potenzialità Web.
Uno dei punti di forza di Oracle 8i riguarda la possibilità
di archiviare nel database una serie eterogenea di informazioni. Grazie
all'uso di Intermedia, infatti, Oracle 8i è in grado di gestire
efficacemente contenuti multimediali, consentendo alle applicazioni
sviluppate di incorporare velocemente testo, immagini e audio-video,
per offrire e restituire questo genere di contenuti attraverso il
Web secondo le proprie esigenze. Esiste, inoltre, il prodotto Ifs
(Internet file system) che permette di archiviare i documenti Web,
fogli elettronici, pagine di testo, immagini e altro ancora, eliminando
la necessità di ricorrere a soluzioni esterne.
Oracle 8i, grazie alla scalabilità e all'elevato indice di
disponibilità, può essere considerato a tutti gli effetti
un database adatto a costruire potenti applicazioni che generano alti
volumi di traffico. L'offerta si declina in due versioni: Standard
ed Enterprise. Mentre la prima, con un costo paragonabile a quello
di buona parte dei concorrenti diretti, mette a disposizione tutte
le caratteristiche di base, la seconda aggiunge alcune importanti
feature, tra le quali il parallel server e il servizio di repliche
automatiche. La versione Enterprise risulta, quindi, una scelta "obbligata"
nel caso di grandi carichi di lavoro e di server multiprocessori,
tipici di soluzioni mission critical in grandi aziende.
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