| Nessun
dato è inutile
Appare chiaro, quindi, che le statistiche legate all'analisi di
accessi, soprattutto ai fini commerciali e di marketing, lasciano
un po' il tempo che trovano: e infatti per le misurazioni di questo
tipo si stanno ormai da tempo percorrendo anche strade differenti,
valutando concetti quali il numero di "unique users", cioè di utenti
che accedono non alle singole pagine ma al sito stesso. Valori peraltro
anch'essi difficilmente quantificabili, ma soprattutto misurati
con metodi differenti rispetto all'analisi dei log, come la registrazione
degli utenti, stimolata tramite svariate iniziative spesso di puro
marketing.
Una domanda sorge spontanea: ma allora l'analisi dei log file di
un Web server non ha dunque più senso? Nella maniera più assoluta
no: l'esame dei dati di consultazione di un sito rimane comunque
fondamentale. Se infatti a livello analitico i risultati possono
essere discutibili, a livello di aggregazione un buon log analyzer
può fornire indicazioni molto interessanti, soprattutto dal punto
di vista funzionale.
Informazioni come, solo per citare qualche esempio, la distribuzione
degli accessi nell'arco della giornata e i picchi di accesso, sia
in termini di orario che di pagine, possono aiutare notevolmente
l'amministratore nella gestione e nell'ottimizzazione del sistema.
Anche dal punto di vista commerciale e di marketing possono comunque
emergere dati interessanti, per esempio l'indicazione di massima
delle pagine e delle sezioni che risultano più interessanti per
gli utenti e le zone geografiche dalle quali provengono le richieste.
Dallo storico all'on the fly
Si prospetta quindi ancora una lunga vita, per i Web log analyzer,
l'oggetto della presente prova di It Labs. Dalla quale emerge abbastanza
chiaramente che tali prodotti stanno cambiando il loro approccio
e le loro funzionalità, anche in modo abbastanza sostanziale, proprio
per ovviare, per quanto possibile, alle limitazioni intrinseche
legate alle informazioni contenute nei log file. Per esempio, mentre
storicamente questi prodotti lavoravano su un insieme di dati consolidato
producendo quindi valutazioni consuntive, quasi tutti i prodotti
ora offrono l'analisi in tempo reale dei risultati, per permettere
di monitorare on the fly il comportamento del server. Ma non solo:
usando tecniche e approcci differenti, i Web log analyzer cercano
di fornire nuovi tipi di informazioni. Per esempio riguardanti la
salute del Web server, con un approccio simile a quello ottenibile
con gli strumenti di system management, ma anche riguardanti l'analisi
prestazionale del server stesso. Infine, dal punto di vista delle
elaborazioni statistiche, inventano nuovi, e in alcuni casi sorprendenti,
modi per creare aggregazioni sempre più interessanti e spesso anche
sostenibili per scopi commerciali e di marketing. A nostro avviso,
uno dei fattori più interessanti emersi dai test è che finalmente
anche in quest'ambito esistono prodotti con caratteristiche sostanzialmente
differenti: mentre fino a poco tempo fa i Web log analyzer si distinguevano,
al più, per il numero e la varietà di report che potevano produrre,
ora le diversità riguardano, perlomeno per i prodotti in prova,
elementi come il tipo di analisi ed il tipo di funzionamento. Per
l'utente, quindi, esiste ora concretamente la possibilità di scegliere
il prodotto le cui caratteristiche meglio si adattano alle proprie
esigenze operative.
A cura di Luca Pecchi
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